Jeraghese, la Cenerentola. Ma i cambi danno speranza

La Jeraghese durante la presentazione
La Jeraghese durante la presentazione

La cenerentola del girone resta per ora tale. La Jeraghese in estate aveva colto al volo l’occasione di lasciare la Seconda categoria e si era approcciata al campionato di Prima come un gruppo che voleva mettersi alla prova nel tentativo di lottare per una difficile salvezza.

Jeraghese: cosa va e cosa non va

Il grosso rammarico è stato quello di non poter contare su alcuni elementi del gruppo storico fermi ai box a causa infortunio. La società ha dimostrato di non voler accettare un ruolo da comprimaria intervenendo sia nella gestione tecnica che sul mercato. Numeri alla mano la Jeraghese non ha un ritmo che può far credere alla salvezza ma il fanalino di coda ha chiuso l’anno in crescendo se si considera che 4 dei 6 punti in classifica sono arrivati nelle ultime quattro giornate.

La squadra è oggi l’ultimo attacco e la peggior difesa del campionato ma le dirette concorrenti non sono poi così lontane visto che una vittoria nel recupero contro la Faloppiese Ronago porterebbe con se il sorpasso sull’Antoniana ed un insperato -2 sui comaschi.

Tempo per amalgamare la rosa

L’arrivo di Fabrizio Baratelli in panchina certifica l’ambizione di una società che in questo 2022 può porre le basi per una salvezza storica (la Jereghese non faceva la Prima da 60 anni) o per una riconquista sul campo nel prossimo campionato.

Vitale per il primo obbiettivo l’apporto del vecchio gruppo e dei colpi di mercato arrivati nell’ultima seduta. A partire da quel Tristano Giacopinelli chiamato a mettere sulla bilancia gol che garantiscano punti.

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