L’impronta di Giuseppe Scavo per la svolta Club Milano

Il Club Milano di Giuseppe Scavo vola (foto Sprint e Sport)

Un Club Milano dai due volti nel solo girone d’andata. Quello che non ha convinto inizialmente, pur in poche partite giocate, sotto la gestione Cristian Zenoni. Quello che ha saputo svoltare sotto l’impronta Giuseppe Scavo. La scelta della società è stata forte e, perché non negarlo, anche rischiosa. Ma i primi dividendi si sono visti anche se si sa, i frutti si raccolgono sempre in Primavera.

Cosa va e cosa non va

20 punti in 14 reti giocate, 20 gol segnati e 21 subiti anche se 8 sono arrivati nelle prime tre partite giocate. Insomma, che con Scavo sia arrivata la quadratura del cerchio è innegabile. E, con essa, anche vittorie importanti, su tutte quella della Varesina. Senza il suicidio di Lazzate, probabilmente parleremmo di un Club Milano da playoff. Così la salvezza è assolutamente a portata di mano, anche se va detto come la società abbia cambiato volto rispetto al passato. Il Club Milano della gestione Scalise era una squadra zeppa di giovani che aveva stupito. Ora, con gli arrivi di Mammetti e Comi, c’è la consapevolezza che serve anche l’esperienza per raggiungere traguardi importanti.

Petar Rankovic e quell’infortunio che non ci voleva

Che i giovani siano però al centro del progetto del Club Milano è innegabile. L’esempio arriva da Petar Rankovic, centrocampista classe 2000 già messosi in mostra lo scorso anno e autore di una prima parte di stagione super. Cinque reti in campionato, la prima nella vittoria contro la Varesina all’ottava giornata. Da lì non si è praticamente più fermato. Però lo hanno fermato. Contro il Varzi un serio infortunio in un contrasto di gioco costringerà Rankovic ai box per lungo tempo. Lo aspettiamo, per rivedere sul terreno verde le sue magie.

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