Eccellenza A – La griglia di partenza

Una settimana dopo l’uscita dei gironi, abbiamo provato a stipulare la nostra griglia partendo dal campionato di Eccellenza. Il girone A, forse mai come in questa occasione, presenta più di un’insidia. Tante squadre che si presentano ai nastri di partenza dopo aver fatto investimenti importanti o, comunque, dopo aver alzato l’asticella rispetto al recente passato.

Le favorite

Nel girone A di Eccellenza potrebbe valere il “fattore V”. Già, perché oltre alla Varesina (negli ultimi anni sempre la favorita in Eccellenza) si potrebbe affiancare anche il Varzi. Che ha stupito nell’ultimo format, in un girone più che mai insidioso. Che ha investito e non poco con due attaccanti da piani alti come Grasso e Pizzini. L’incognita è rappresentata da un campionato più lungo rispetto quello di aprile. Ma in tanti vedono la formazione del presidente Catenacci come la vera pretendente. Al fianco delle Fenici. In Eccellenza sempre là davanti, con Poesio in mezzo al campo c’è stato un vero e proprio salto di qualità. Se l’attacco avrà numeri importanti (per alcuni giocatori, quelli di qualche stagione fa), allora potrebbe essere l’anno buono.

Le outsider, da playoff

Le mettiamo in ordine rigorosamente alfabetico. Ardor Lazzate, Castanese, Pavia, Sestese, Vergiatese, Vogherese. L’Ardor ha mantenuto un’ossatura importante, cui ha aggiunto la coppia Artaria-Berberi. Per la prima volta il fattore vincente potrebbe essere la continuità. Castano ha investito e non poco. Vero, rispetto al recente passato c’è tanto da scalare, ma le potenzialità ci sono, eccome. Pavia non può non vincere o stare fuori dai playoff. Manca ancora qualcosa (difensore, punta… e arriveranno), ma in panchina c’è l’ultimo vincitore di Eccellenza. A proposito di vincenti… Sesto Calende. Fiorenzo Roncari torna più carico che mai, puntando su giocatori che sono fidi scudieri. Vergiate ha alzato l’asticella con una squadra giovane ma con tante potenzialità. Voghera è altrettanto giovane e, quest’anno, vuole provare ad essere nella consacrazione.

Tra possibili vincenti e outsider, contiamo 8 squadre. Cosa significa? Che (almeno) tre resteranno deluse.

Tranquillità e salvezza

Prima i canonici 40 punti, poi penseremo a divertirci. Frase trita e ritrita, ma che vale per tutte quelle squadre che possono essere poi sorprese. L’esempio vale per Accademia Pavese e Gavirate. I primi hanno investito, ritrovando Alex Romano e un gruppo di giocatori “fidati” per Marco Molluso. I secondi dopo quanto di buono fatto vedere nell’ultimo format sono ripartiti dalle stesse certezze. Poco più dietro la Calvairate. Che, però, ha ritrovato bomber di qualità come Ricupati e Licciardello, oltre a Corona. Nel limbo e con qualche interrogativo Club Milano e Verbano. I primi hanno perso certezze rispetto all’ultimo format (allenatore, giocatori…). I secondi si devono ricompattare ma non sarà semplice trovare l’amalgama di qualche anno fa. La certezza è data da un presidente nel calcio (e a Besozzo) da una vita con competenza. Salvezza per Rhodense e Base 96. Gli Orange dovranno valutare sul campo il mercato di Massimo Pasquetti (altro guru dei dilettanti). I brianzoli hanno sempre dichiarato come l’unico obiettivo sia il mantenimento della categoria.

Un passo indietro

Il Settimo è squadra molto giovane che potrebbe fare molta fatica. Pochi investimenti rispetto all’ultimo format dove, senza ambizioni va ricordato, ha fatto particolarmente fatica. Prendiamo in prestito le parole del presidente Alberto Albertani: “Incontreremo societa che hanno messo in campo risorse economiche innarivabili. Noi cercheremo di reggere l urto con la mentalita giusta e spirito di sacrificio”. Basterà?

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