Solbiatese – Ciliverghe, l’editoriale del giorno dopo

Esultanza Solbiatese dopo la vittoria al Ferruccio sul Ciliverghe (foto Samuele Lucchi)
Esultanza Solbiatese dopo la vittoria al Ferruccio sul Ciliverghe (foto Samuele Lucchi)

La finale di Coppa Italia Eccellenza tra Solbiatese e Ciliverghe è di quelle destinate a passare alla storia. Un 3-3 nei 120 minuti di gioco che è già fotografia di quanto successo in campo, raramente si è vista una finale così aperta, piena di cambi di risultato, con qualche errore ma anche (e soprattutto) con tante giocate da applausi di giocatori dal tasso tecnico elevatissimo (e in questo senso… quanto ha fatto male vedere Scapinello, Pandiani e Locati tra panchina e tribuna).

Ma non penso che l’epicità della finale sia stata completamente frutto del caso. La scelta dello stadio Ferruccio di Seregno, sono convinto, ha dato quel tocco in più a una partita poi diventata magica.

Sono arrivato allo stadio per primo, alle ore 13, come impone una partita di questo tipo. Ho avuto la possibilità di fare il lungo tunnel che porta al campo e, poi, tirar su la testa verso la tribuna. Vuota, due ore prima della partita, ma ho pensato subito alle emozioni che avrebbero provato Torraca e Triglia coi rispettivi compagni.

Il Ferruccio di Seregno trasuda di storia, i suoi 90 anni (portati benissimo anche grazie a recenti ammodernamenti) si sono fatti sentire, qui hanno giocato nel passato squadre come il Milan, il Napoli, il Novara di Silvio Piola e il Cagliari di Gigi Riva. Qui si è allenata nel lontano ’35 la nazionale italiana di Vittorio Pozzo.

E allora bene ha fatto il Comitato Regionale Lombardia a scegliere Seregno per una finale così importante. Anche se non a metà strada, vero, ma dove non sono arrivate lamentele ufficiale da parte di un Ciliverghe un po’ più lontano.

E un plauso anche all’organizzazione, praticamente perfetta anche quando la partita ha imposto i supplementari praticamente a tempo scaduto. Col presidente Sergio Pedrazzini a chiedere un po’ di musica… rigorosamente rock visto il ritmo delle due squadre in campo.

La finale di Coppa Italia Eccellenza ha riconciliato col calcio, il nostro, quello che è ben più di una pedata al pallone ma è frutto di passione, sacrifici, determinazione. E speriamo che la scelta di Seregno sia anche di buon auspicio per rivedere il calcio, quello che più ci piace, in maniera costante in uno stadio storico come il Ferruccio.

Paolo Zerbi

Un immagine dello stadio Ferruccio durante la finale di Coppa Italia Eccellenza
Un immagine dello stadio Ferruccio durante la finale di Coppa Italia Eccellenza

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