Servono gol pesanti? Citofonare Lo Monaco

Alla quarta stagione in prima squadra, Mattia Lo Monaco finora non ha rubato l’occhio per la freddezza sotto porta, ma quando è servito buttar dentro un pallone pesante come un macigno si è sempre fatto trovare pronto. È successo sabato nello scontro al vertice del girone A di Eccellenza tra il Pavia e il Magenta, dove la sua rete su assist di Avinci ha regalato tre punti e vetta in solitaria ai gialloblù. Ma era già capitato anche lo scorso anno mettendo la firma indelebile sulla storica promozione in Serie D del Club Milano.

Era domenica 4 giugno e i milanesi erano con un piede e mezzo fuori dalla fase nazionale dei playoff per mano della Godigese: 1-1 in veneto, 2-2 a Pero coi biancorossi capaci di risalire da 0-2. Il palo colpito di testa da Locati al 94′ sembrava però aver distrutto le ultime speranze di compiere un’impresa storica. Invece al 96′ ecco che sul cross di Minelli sbuca la testa di Lo Monaco che spedisce i meneghini in finale contro il Caravaggio. Una bella rivincita personale per un giocatore che era stato costretto a saltare buona parte della stagione per infortunio.

Quest’estate il passaggio al Magenta dove il centrocampista classe 2002 si sta riscoprendo particolarmente efficace in area, avendo già realizzato quattro gol contro Casteggio, Base 96 e Accademia Vittuone, oltre a quella del Fortunati. Il trait d union di tutte queste reti? Quando va a bersaglio la sua squadra non perde mai (4 vittorie e 1 pareggio). Chissà che le Aquile non decidano di sfruttare anche questa componente scaramantica nel loro volo verso la vittoria del campionato.

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