Eccellenza – Top e flop della sesta giornata

Top E Flop della sesta giornata di Eccellenza
Top E Flop della sesta giornata di Eccellenza

Una nuova puntata con i top e flop del girone A di Eccellenza. I giocatori che si sono maggiormente distinti e chi ha vissuto una domenica amara. Ovviamente con la voglia di confermarsi la settimana successiva o di voltare immediatamente pagina.

Eccellenza – I top della sesta giornata

DOMENICO GRASSO – VARZI – Sempre più leader di un Varzi che pensa in grande. Non è un mistero che i granata siano ambiziosi, l’avevano già dichiarato la passata stagione. Ora, con due attaccanti come Grasso e Pizzini, si può sognare. Grasso sembra nel pieno della sua carriera, il bacio alla tribuna e i momenti d’intimità da padre a fine gara aggiungono il tocco romantico a una domenica perfetta.

PIETRO BARBARITO – VERBANO – Presidente, direttore sportivo e (in passato) anche allenatore. Barbarito, a suo modo, da più di vent’anni insegna calcio a tanti addetti ai lavori passati in Eccellenza e non solo. A inizio stagione preoccupato dai risultati, “celava” l’esplosione di Bruno Barranco. Un altro talento da aggiungere alla scuderia delle scoperte di Pietro Barbarito

PAOLO CRUCITTI – VERGIATESE – Chiamato per risollevare le sorti di un attacco che creava e non segnava. Col Club Milano il primo successo, in extremis, ma con tre reti segnate. Con la speranza di essersi scrollato dalle spalle un peso particolarmente ingombrante.

Eccellenza – I flop della sesta giornata

ANDREA OTTONELLO – PAVIA – Un giocatore, il capitano, come emblema di una squadra che nell’ultimo mese ha steccato. Due punti nelle ultime quattro partite non sono bottino da Pavia, anche se bisogna sempre considerare il valore dell’avversario. La reazione, però, deve essere immediata.

FABIO CORTI – BASE 96 – Dopo le prime tre partite, il calendario ha presentato il conto. Ardor Lazzate, Varzi e Vogherese clienti più che mai scomodi, il saldo è stato di zero punti. Momento negativo attenuato dal fieno in cascina messo in precedenza.

ALBERTO ALBERTANI – SETTIMO – Il numero uno del Settimo si è giocato la carta del cambio di allenatore, ma senza esito. Fabio Castellazzi non ha la bacchetta magicaper risollevare le sorti di una squadra che ha sì vinto all’esordio, ma che poi è andata a fondo. Urge un altro intervento, stavolta sul mercato.

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