Anche in Promozione e Prima categoria abbiamo raccolto le sensazioni degli addetti ai lavori sui nuovi gironi disegnati dal CRL. Qui il pensiero di Stefano Prandina direttore sportivo del Rovellasca.
Stefano Prandina, direttore sportivo del Rovellasca
«Sì, ci aspettavamo di poter finire in un girone varesino, anche perché noi siamo un po’ nel mezzo dal punto di vista logistico e geografico. Per il Rovellasca questo raggruppamento è sicuramente più comodo: abbiamo molte squadre più vicine e, di conseguenza, trasferte più brevi.
Lo scorso anno, infatti, tolte due o tre squadre, la trasferta più corta era di 45-50 minuti. Era un impegno importante anche sotto questo punto di vista. Quest’anno, invece, abbiamo molte più squadre nella nostra zona e questo sicuramente ci agevolerà.
Per quanto riguarda la difficoltà del girone, credo che non esistano raggruppamenti facili, né in Promozione né in Eccellenza. Sono tutti difficili, semplicemente con caratteristiche diverse. Nel Varesino, per esempio, ci sono più campi in erba, mentre in Brianza si trovano maggiormente superfici sintetiche: possono cambiare alcune sfaccettature del gioco, ma il livello delle squadre rimane alto.
In qualsiasi girone ci sono società attrezzate, strutturate e ben allenate. Sono tutti campionati tosti.
Per quanto ci riguarda, il nostro obiettivo è quello di salvarci. Proveremo a dare il massimo, con le unghie e con i denti, lottando partita dopo partita per cercare di raggiungere questo traguardo.
Sono convinto che possiamo farcela e che l’obiettivo sia alla nostra portata. Dovremo semplicemente lavorare e dare tutto quello che abbiamo».




