Max Di Caro saluta Marco Spilli: “Sei sempre stato un uomo d’onore”

Max Di Caro e Marco Spilli
Max Di Caro e Marco Spilli

Con un post sui suoi canali ufficiali, Massimiliano Di Caro ha salutato Marco Spilli. Non solo l’allenatore della Varesina, ma un amico di lunga data. Proprio per questo, l’addio di Spilli alla Varesina ha un sapore diverso.

Il post di Max Di Caro

Avevo 17 anni ed ero alla mia prima esperienza con i grandi, in Serie D. Durante un’amichevole verso la fine della stagione, il mister mi fece giocare con i titolari.

Feci un primo tempo pessimo. Rientrai negli spogliatoi e mi tolsi tutto per farmi subito la doccia, senza aspettare indicazioni, preso dalla frustrazione del momento.

Fu lì che il mio capitano, Marco Spilli, mi obbligò a rivestirmi e a non mollare, regalandomi il primo di tanti insegnamenti.

Spiegare cosa sei stato per me penso sia impossibile. Mi hai insegnato praticamente tutto quello che so sul calcio: ad osservare i dettagli, a leggere le situazioni, a capire i momenti.

Abbiamo vinto e perso, ci siamo rialzati tante volte, sempre insieme, nonostante tutto.

Io che me la prendevo per ogni cattiveria letta su di te, e tu che mi tranquillizzavi, chiedendomi di andare oltre.

Spalle larghe, le tue.

In questi 13 anni di Varesina sei stato un autentico totem. Hai fatto crescere l’ambiente, hai insegnato e migliorato tanti giocatori, anche quelli che forse non l’hanno capito subito.

Sei sempre stato un uomo d’onore, anche in queste ultime ore insieme, perché per te la parola data vale più di qualsiasi cosa.

Chi ti ha conosciuto davvero ti ha apprezzato per la tua simpatia e la tua spontaneità, da buon toscanaccio con la battuta sempre pronta. Ancora ricordo la prima che mi facesti:

“Secco, meno male che hai i capezzoli, perché se no non si capirebbe qual è il davanti e qual è il dietro”.

Quindici anni vissuti fianco a fianco.

Mille partite viste insieme.

Confronti quotidiani, qualche litigata, abbracci di quelli veri.

E un bene cresciuto col tempo, fino a diventare inspiegabile.

Poi quest’ultimo anno, che ci ha fiaccato, fatto stare male, soffrire, ma che ancora una volta non ci ha spezzato. Anzi, forse ci ha unito ancora di più.

Ora è giusto che tu vada, perché sei un professionista incredibile e meriti questa possibilità.

Sono sicuro che, come sempre, farai la differenza, Mister.

A Marco, invece, grazie per esserci stato in questi 15 anni, nei momenti più belli e in quelli più duri della mia vita.

Tutto il resto sarebbe superfluo.

Ti voglio bene.

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