Il nuovo corso del FBC Saronno, con Francesco Paolo Gravina presidente e Marco Proserpio direttore generale, è partito ufficialmente da un mesetto. L’ambizione di far tornare Saronno una piazza importante del panorama calcistico locale (una struttura societaria importante, la volontà di costruire una squadra super competitiva) si sta scontrando con alcune problematiche legate alle infrastrutture del territorio. Un dialogo con il Comune che deve essere, obbligatoriamente, snello e rapido. Per passare, velocemente, dalle parole ai fatti.
Gravina: “La priorità sono le infrastrutture”
Il pensiero del nuovo presidente biancoceleste, Francesco Paolo Gravina, è chiaro: “La priorità sono le infrastrutture presenti sul territorio saronnese. Non chiediamo tanto, ma che ognuno faccia la sua parte. Creando un rapporto diretto con il Comune”. Il pensiero è rivolto non solo allo stadio, ma anche al Centro Sportivo Matteotti. Là dove il nuovo Saronno vuol far rinascere un settore giovanile importante. “Ma servono urgentemente dei lavori perché, al momento, il campo non è omologabile dalla Federazione. Mi riferisco alle recinzioni e all’illuminazione, da ultimare entro fine agosto. Per questo serve andare molto più veloci”. Anche perché, l’alternativa, è di guardarsi attorno alla ricerca di altri centri d’allenamento.
Colombo-Gianetti, uno stadio da rinnovare
Il pensiero, poi, va allo stadio. Dove il Comune è comunque padrone di casa e dove servono lavori urgenti. “La priorità, in questo caso, è l’illuminazione. Da sistemare in caso di partite in notturna”, spiega Gravina. Che ha pensieri importanti anche per quanto riguarda la struttura del Colombo-Gianetti: “Vorremmo allestire una nuova sede, così come una Club House al Matteotti. Queste sono spese che ci assumeremmo noi, per dare qualcosa di importante a una città come Saronno. Ma serve che ognuno faccia la sua parte. Abbiamo dimostrato la lealtà del nostro gruppo di lavoro, ora bisogna iniziare a passare dalle parole ai fatti”.




