Fenegrò, una favola che non esiste più

Tracollo Fenegrò, Cristian Piazzi ha già lasciato la panchina dopo due giornate (fonte foto Sprint e Sport)

C’era una volta il Fenegrò, che è arrivato a giocarsi anche l’ascesa in Serie D quattro stagioni fa. E che, anche negli anni precedenti, ha sempre tenuto testa alle corazzate puntando su giovani di qualità. Non è una fiaba dei fratelli Grimm, bensì il ricordo di una realtà che oggi, di fatto, non esiste più. Oggi la formazione comasca milita in Prima Categoria, penultima con soli tre punti. Davanti al Tavernola, unica squadra fin qui battuta. Domenica i gol al passivo sono stati 9 per mano dell’Esperia Lomazzo. Tanti, tantissimi. Soprattutto pensando a un passato recente che non esiste più. E intanto gli allenatori vanno e vengono.

Fenegrò: dopo l’esonero di Principalli, lascia Piazzi

Due settimane fa l’esonero di Raffaele Principalli, allenatore promosso in estate dalla Juniores per provare a sposare anche in prima squadra il concetto di una realtà che puntasse sui giovani. Una sola vittoria e sei sconfitte, anche pesanti. Da lì la scelta di cambiare, puntando su Cristian Piazzi. Che, fermo dopo l’esperienza al Tavernola, ha accettato di buon grado volenteroso di tornare in panchina. Ma in due sole partite si è “scontrato” con una realtà complicata. 13 gol al passivo in due gare e un futuro che sembra ormai segnato. Così il tecnico ha deciso di rassegnare le dimissioni proprio dopo il patatrac di domenica.

Dall’ascesa in Eccellenza al sogno Serie D

Nell’ultimo decennio il Fenegrò ha fatto parlare di sé in maniera più che positiva. L’ascesa in Eccellenza, con la vittoria della coppa Promozione. Tanti anni ad alti livelli e una Juniores che, nel frattempo, vinceva due titoli regionali arrivando, con Ivan Stincone in panchina, fino alla sfortunata finale nazionale di Firenze. Poi il tentativo del grande salto, una squadra piena di big per tentare la vittoria del campionato e l’ascesa in Serie D. Fallita, anche per sfortuna. E come spesso accade, quando si va troppo in alto il rumore del tonfo è ancora più amplificato. Anche se una stagione come questa non è da augurare nemmeno al peggior nemico.

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