Il Brescia è nel baratro, scaduti i termini per i pagamenti: fallimento alle porte, lettera di capitan Bisoli

Cala il sipario sul Brescia, che per la prima volta nella sua storia andrà incontro al fallimento e la prossima stagione giocherà in un campionato dilettantistico. La situazione è sempre stata in bilico, ma è definitivamente precipitata quando si è appreso che il presidente Massimo Cellino non avrebbe mai pagato le varie pendenze complessive per circa 3 milioni di euro. Nonostante la scadenza ufficiale fosse prevista per le 15, i tifosi si sono radunati già in tarda mattinata nei pressi della sede societaria e in Piazza della Loggia: applausi ai dipendenti presenti negli uffici e cori contro la presidenza, questo quanto fatto dai sostenitori biancazzurri controllati a vista dalle forze dell’ordine.

Il futuro del calcio in città è dunque incerto, tranne che per una cosa: la ripartenza dai dilettanti, e se tutto andrà “bene” sarà in Eccellenza. Infatti da quest’anno le squadre di Serie C (il Brescia al momento è retrocesso in terza serie per la questione penalizzazione) non partiranno più dalla Serie D, ma da due categorie sottostanti. Tutto ciò sarà possibile se il Sindaco pubblicherà un bando per fondare una nuova società, in casi diversi si ripartirà almeno un anno dopo da categorie ancora inferiori tramite fusioni o cambi di denominazione di qualche società locale (un esempio su tutti quello dell’Alessandria).

Finisce così nel peggiore dei modi la storia di una squadra che in tutta la sua esistenza aveva 33 partecipazioni in Serie A, ben 66 in Serie B ed appena 4 tra Serie C e vecchia C1. Nelle prossime ore le istituzioni cittadine convocheranno una riunione con i presidenti di FeralpiSalò, Lumezzane ed Ospitaletto per valutare la possibilità di creare una nuova entità calcistica, magari con lo storico marchio Brescia Calcio 1911. Proprio in questi istanti drammatici è arrivata una lettera del capitano Dimitri Bisoli, tramite il profilo social della moglie. Di seguito le sue parole di amore per la Leonessa d’Italia. con anche una frecciatina all’ormai ex patron.

Le parole di Dimitri Bisoli

Non avendo i social l’unico modo che posso utilizzare per comunicare è il profilo Instagram di mia moglie.
In questo momento così doloroso ci tenevo a dimostrare la mia vicinanza a tutto il popolo bresciano, a tutti quelli che hanno fatto sacrifici per seguire il Brescia, a tutti quelli che hanno lavorato con onestà e dedizione per il bene del Brescia.
Oggi sono stati calpestati 114 anni di storia, ma il Brescia non è lui, il Brescia siamo noi ed è per questo che Brescia non morirà mai, anzi sono certo che risorgerà più forte di prima, perché il Brescia è fatto di tanta, tantissima gente che come me ama questi colori, questa città e questa squadra.

Il Brescia siamo e saremo sempre solo noi.

La leonessa non muore mai.

Il vostro capitano,
Dimitri Bisoli.

1 commento

  1. …e la squadra erroneamente ritenuta genovese quando (finalmente) fallirà?
    Ah, già… quella va salvata a tutti i costi, anche contro ogni norma dello sport e del diritto fallimentare.

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