Rosati: “Tanti errori già in avvio. Ma il Varese va avanti e sarò in prima linea”

Antonio Rosati presidente del Città di Varese

Giovedì pomeriggio si è svolta al Franco Ossola la conferenza stampa di Antonio Rosati, patron del Città di Varese. Dopo tanti anni di silenzio, Rosati ha messo la faccia rispondendo a tutte le domande relative ai biancorossi. Assumendosi responsabilità ma rilanciando la volontà di un progetto ambizioso.

Gli errori di questa stagione

“Le responsabilità del fallimento sportivo di questa stagione me le prendo io. Certe scelte se non le ho fatte le ho avallate e quindi mi prendo le responsabilità. Le scuse vanno in primis alla proprietà e al signor Girardi. Poi ai tifosi, alla parte più calda e a tutti quelli che sono appassionati”.

“Il gruppo di lavoro di inizio anno è lo stesso della fine dello scorso anno. Dopo la vittoria dei playoff ci siamo tutti inebriati e abbiamo fatto una fotografia dell’asticella di quel momento, ma non era la fotografia di tutta la stagione. Lo sbaglio parte da lì. La vera gestione dello scorso anno è stata da metà classifica. Vinti i playoff ci siamo montati la testa”.

Le scelte estive e quelle stagionali

“Prendendomi le colpe al 100%, c’è stata la mia influenza. Ritenevo che si dovesse partire con una delle due scommesse. O Porro cambiando la squadra, o con la squadra ma senza Porro”.

“Cambio di capitano e vice? Mapelli e Disabato penso rientrassero nel gruppo di lavoro con un determinato obiettivo. Quando non ci sono, bisogna prendere coscienza e fare scelte strong. Pensando di farle nel bene della squadra. Se si pensa che una scelta per la società è positiva, la si prende. Nel mercato invernale avevamo capito che le aspettative e gli obiettivi erano falliti, per questo abbiamo deciso di cambiare”.

Su De Paola: “Perché De Paola? Perché abbiamo focalizzato che la squadra non rispondesse a degli stimoli che servivano per un campionato di vertice. Ho cercato un mister come fu Sannino nel mio primo Varese. Ma è vero che abbiamo sbagliato, di fatto la squadra non ha risposto”.

Sul futuro

“Cosa cambierei e cosa terrei? Il mio primo sentimento è quello di fare tabula rasa. Mi esonererei anche io se potessi. Ragionerò nei prossimi giorni cercando anche di analizzare tutti gli sbagli fatti, perché sono stati fatti e come e da lì riassettare”.

“Sono in dovere di dare delle risposte alla proprietà che non sono quelle che abbiamo dato fino ad oggi. Sono obbligato a mettermi in questo impegno/obbligo, per quanto successo quest’anno prendendo in mano la situazione direttamente. Ora vedremo il riassetto, non sono per le rivoluzioni totali anche se ci sarà da mettere mano in maniera pesante. Lavorerò a strettissimo contatto con il gruppo di lavoro che ci sarà non più tanto avallando certe cose ma decidendole”.

Sul ricorso alla Corte d’Appello

“Domani? Nel rispetto del club abbiamo fatto il nostro reclamo, secondo noi fondato. Non siamo noi a giudicare, se ci daranno ragione faremo la Serie D e se ci daranno torto faremo l’Eccellenza. Con buona pace di mister Melosi. Sangiovannese-Grosseto? Il nostro è un clone proprio di quanto successo in Toscana. È un caso fotocopia, gestito in maniera fotocopia perché non può essere gestito diversamente. Non puoi mettere a posto una defezione del genere in 40 minuti. Devi mettere a posto un area di terreno troppo grande, che va ben oltre l’area di rigore. Chi si è accorto dell’altezza delle traverse? Non voglio prendermi meriti ma sono stato io. Ero in campo con Amirante, vedevo Moleri scaldarsi e le sue mani uscire dalla traversa. Gli uscivano le dita dalla traversa, solitamente la tocca. Poi i dirigenti della Folgore sono stati integerrimi nel mandare fuori chi non era in distinta. Regolamento per regolamento, ho pensato che sarebbe stato giusto misurare l’altezza della porta”.

Sulle strutture

“Lo stato lavori? Le Bustecche prevedono due lotti. Uno è quello datoci in concessione dal Comune, una concessione vecchia tant’è che l’investimento iniziale si è quasi decuplicato. Ed è il lotto di concessione del campo che è stato fatto ed omologato dove si stanno disputando in deroga alcune partite come quelle del femminile. Ora abbiamo un ritmo di lavori serrati. Dall’ampliamento degli spogliatoi, palestre e infermeria, il campo ex provincia in sintetico e un altro campo entro quest’estate”.

Questione stadio: “A Varese è simile al 70/80% degli stadi d’Italia. È uno stadio vetusto, qualcosa in Italia si sta muovendo. Oggi come oggi lo stadio è la nostra casa e ad oggi va benissimo così perché siamo concentrati su centro sportivo, sulle giovanili e su tutto il resto che abbiamo detto. Diciamo che è al momento è a pagina 4”.

Sulla possibilità di nuovi soci

“Montemurro? È un amico ma il suo nome accostato al Varese è di fantasia. È uscito in maniera netta dal problema di giudiziario che ci legava ma non so cosa vuol fare da grande. Ma non so nemmeno se voglia fare ancora calcio. Nuovi investitori? Qualsiasi soluzione intelligente la proprietà la valuta. Se quello che si può fare in un anno si può fare in sei mesi. Io un po’ questo mondo lo conosco, su 100 nomi che girano, 99 girano un po’ a vuoto. C’è chi sta investendo, se qualcun’altro vuole mettere qualche milione di euro per velocizzare il processo di crescita del club credo che il signor Girardi non dica no. O chissà, magari un arabo che si innamora di Varese. A quel punto lui non obietterebbe, sarebbe un pazzo. Ma deve arrivare quel nome su 100 che sia serio. Oggi un cane che investe nel Varese c’è e sta investendo anche tanto. Il canile è aperto, basta che sia un cane di razza”.

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