Oltre al Covid bisogna fare i conti con il return to play

Return to play dopo il Covid

Il tema che tiene banco nel calcio dilettantistico è quando le squadre potranno tornare regolarmente in campo. Ma se qui una data c’è, è forse meglio analizzare quanto viene richiesto ad un giocatore che ha contratto il Covid: la procedura di return to play. Basta leggere la procedura per capire perchè ieri il Crl ne ha chiesto una modifica.

Non volendo offrire un’accurata analisi medica ma solo uno spunto di riflessione, prendiamo in esame quanto la circolare del Ministero della Salute richiede ad atleti che “hanno presentato infezione asintomatica o Malattia lieve e che comunque non siano ricorsi a ricovero ospedaliero”.

A quest’ultimi sono richiesti, oltre alla normale visita medica:

  • Test ergometrico incrementale massimale con monitoraggio elettrocardiografico (ECG) e valutazione della saturazione di O2 a riposo, durante e dopo il test.
  • Ecocardiogramma color-Doppler.
  • Esame spirometrico con determinazione di: capacità vitale forzata (FVC), volume espiratorio forzato al primo secondo (FEV-1), indice di Tiffenau, picco di flusso espiratorio e flussi a volumi intermedi, e massima ventilazione volontaria (MVV)

Negativo non significa idoneo

Ecco però il passaggio che mette molte società in allarme: “I summenzionati esami vanno eseguiti non prima che siano trascorsi 30 giorni dall’avvenuta guarigione
da Sars- Cov-2 accertata
secondo la normativa vigente, o non prima comunque che siano trascorsi 30 giorni dall’avvenuta scomparsa dei sintomi per gli atleti che non hanno ricevuto una diagnosi certa di infezione da Sars-COV-2 mediante test molecolare”.

Sembra superfluo ma è giusto chiarire che un calciatore risultato positivo poco prima di Natale sarà impossibilitato a scendere in campo prima di febbraio inoltrato. Servono infatti i giorni necessari per smaltire il virus, un tampone negativo, da qui scattano i 30 giorni citati e la possibilità di sottoporsi alle analisi.

Tutto questo iter porta solo all’acquisizione dell’idoneità o l’attestazione di “Ritorno all’attività”. Nella circolare viene specificato infatti che “l’atleta potrà riprendere gradualmente gli allenamenti e/o l’attività, sotto l’attento controllo del Responsabile sanitario della società sportiva“.

Rimodulare la stagione è necessario?

Alla luce di quanto sovraesposto pare comprensibile la posizione di chi spera in un ulteriore posticipo della ripartenza. Un calcio d’inizio programmato a gennaio vedrebbe infatti organici con alcune defezioni. Pare quindi sensata la proposta di sacrificare i Play Off e Play Out in favore di un girone di ritorno quanto più regolare possibile.

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