La giuria del Web dice la sua sull’addio al vincolo

Addio al vincolo sportivo. La rivoluzione annunciata dal ministro Vincenzo Spadafora ha provocato un’ondata di commenti. “Adesso le società di calcio aumenteranno le rette annuali per compensare. Alla fine pagheranno i genitori dei ragazzi”. Questo pensiero di Salvatore postato sotto il nostro articolo racchiude al meglio la posizione di chi, non essendo un addetto ai lavori, teme che l’addio al vincolo sportivo finisca per penalizzare le famiglie. Un argomento così tanto discusso, quello del limite d’età entro il quale un ragazzo resta vincolato alla propria società, che vede il crearsi di due fazioni anche ora che è in procinto di sparire.  

I favorevoli all’addio

Il pensiero più semplice degli ottimisti è quello postato da Fabrizio. “Finalmente! Io pago e sono mio! mi vuoi tenere a tutti i costi? mi premi e mi formi a dovere”. Un pensiero cui si può però facilmente controbattere: io società che ti ho formato a dovere e ti vedo partire per lidi più ambiziosi resto con un pugno di mosche? Ma c’è chi rincara la dose come Massimo che parla addirittura di “giocatori in ostaggio per anni alla società”. E qui è difficile trovare un’obiezione visti che le squadre che spesso si lamentano di talenti che smettono presto, non ripagano l’investimento fatto su di loro. In linea di principio è correttissima la disamina di un altro favorevole all’abolizione del legame pluriennale. Franco spiega “Era un cappio al collo dei ragazzi. Se uno si trova bene in una società non ha motivo di cambiare, se non gioca deve avere invece il diritto di cambiare, senza vincoli. Altrimenti è costretto a smettere: questo vuol dire che le società decidono sul futuro, nel bene o nel male, della vita sportiva”.

I contrari

Come detto in apertura il timore principale è quello di una ricaduta economica sulle famiglie dei giovani calciatori. Tra i più catastrofisti c’è chi vede la futura sparizione di molti settori giovanili e l’aumento delle rette di chi vorrà continuare a sfornare talenti senza poter attendersi indennizzi. Nella nostra giuria virtuale veste i panni di Perry Mason l’attento Tanino. La sua più che un’attenta disamina è un’arringa perfetta.  Nel suo lungo intervento infatti ricorda come le società sostengano un costo importante per l’istruzione e la crescita tecnica dei ragazzi, che la retta non lo copra assolutamente e che il vincolo nasce per proprio per tutelare le società. “Infatti si chiama premio di preparazione, il parametro di questo premio è stabilito dalla federazione”. Per Tanino senza questa regola le società sarebbero impossibilitate a programmare il futuro in quanto, alla scadenza del tesseramento le stesse rischiano di ritrovarsi improvvisamente senza ragazzi. E se a farne le spese alla fine fossero quest’ultimi? Se infatti venissero dismessi molti vivai lo spazio per giocare sarebbe di meno.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui