Isella sfida il suo passato: “Otto anni speciali ma domenica voglio vincere”

Mattia Isella, attaccante della Casatese
Mattia Isella, attaccante della Casatese, domenica sfida il suo passato (a sinistra con la maglia del NibionnOggiono)

Quando le società di Serie D hanno deciso per il prosieguo del campionato, Mattia Isella deve aver tirato un lungo sospiro di sollievo. All’orizzonte, infatti, non c’è una partita come le altre per l’attaccante lecchese, bensì la sfida al suo passato. Il centravanti della Casatese domenica tornerà al De Coubertin per sfidare il NibionnOggiono, portato a suon di gol fino al suo apice con il 6° posto in Serie D dello scorso anno. Aneddoti e storie infinite, soprattutto con la componente Nibionno, e un rapporto finito dopo sette anni e mezzo. Nessuna “crisi matrimoniale”, bensì la consapevolezza di aver dato tutto.

Due campionati e tante emozioni

Per Mattia Isella gli anni passati a Nibionno e poi ad Oggiono (post fusione) hanno significato la definitiva consacrazione: “Con la componente biancoverde ho trascorso più anni. Penso al presidente Marco Panzeri, al direttore Alberto Rho, a Massimiliano Mason allora allenatore. Ma è stata fondamentale anche la componente Oggiono, Paolo Fumagalli e l’arrivo di Joey Commisso in panchina. I ricordi sono tanti, quelli più indelebili legati alle vittorie dei campionati. L’ultima in Eccellenza, quando durante la festa cantavano il mio nome… Bello”. Vittorie e gol, ma anche una crescita personale. Ancor più forte con la fascia di capitano sul braccio: “È stato qualcosa che mi ha reso ancor più orgoglioso. Lì qualcosa è cambiato, mi sono sentito ancor più maturo sia in campo che in spogliatoio”. Senza dimenticare la nascita di Leonardo, da quasi tre anni primo tifoso di papà Mattia.

Nuovo perno della Casatese

A marzo, durante il lockdown, tanti pensieri e la scelta di cambiare. “Ho trascorso un mese con la mia famiglia. Ho pensato tanto e dentro di me era sempre più forte la convinzione che al NibionnOggiono avessi veramente dato tutto. E che sarebbe stato difficile dare di più di quel che avevo già dato”. Quando, più avanti, ha bussato la Casatese (che in passato aveva già bussato e ribussato), il sì è stato semplice: “A 30 anni non avevo voglia di stravolgere la mia vita. Ho trovato un’altra società seria, che ci ha permesso addirittura di andare in ritiro nonostante tutte le difficoltà del momento. Mi sono sentito subito parte del gruppo, mi sento già un riferimento e non solo in campo. Sono convinto che faremo bene”. E la volontà è quella di tornare a vincere già domenica: “Mi sforzo di pensare che sia una partita normale ma non posso negare che il pensiero mi porta al passato. Vincere? Sì, se poi non dovessi segnare non mi strapperei i capelli“, la battuta che fa capire il profondo rispetto che Isella nutre per il passato.

I gol e quel treno…

153 gol con i “grandi”, alcuni dei quali indelebili nella mente di Mattia Isella. “Il più bello di tutti? Penso quello in Promozione con il Nibionno a Colico, una rovesciata molto simile a quella di Rooney contro il City. Un altro che mi è piaciuto particolarmente è quello dello scorso anno a Sondrio, ma anche il “sombrero” di quest’anno con la Casatese a Villa d’Almé è tra i miei preferiti”. Tanti gol, sempre nei dilettanti e un professionismo mai assaporato. “Qualche rimpianto c’è, ma c’è anche la consapevolezza di quello che ho fatto in questi anni. E l’ultimo treno penso non sia ancora passato”. Un treno che ora, ha tinte biancorosse.

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