Il CRL presenta la finale di Coppa Italia Eccellenza coi presidenti di Solbiatese e Ciliverghe

Uno screen della presentazione della finale di Coppa Italia Eccellenza
Uno screen della presentazione della finale di Coppa Italia Eccellenza

Bella iniziativa del Comitato Regionale Lombardia che, col presidente Sergio Pedrazzini e il delegato Ivo Licciardi, hanno presentato la finale di Coppa Italia Eccellenza. Proprio la coppa stava in primo piano al centro della sala della sede di via Pitteri, dove erano presenti anche il patron della Solbiatese, Claudio Milanese, e il presidente del Ciliverghe Nicola Bianchini.

Le prime parole sono state del numero uno del CRL, Pedrazzini: “Siamo contenti di dare il via a questo tipo di format per un movimento che, numeri alla mano, è il più importante. Ringrazio anche il sindaco di Seregno, Alberto Rossi, per la collaborazione in vista della finale. Abbiamo scelto il Ferruccio anche per dare un segnale a una città che, quest’anno, non ha una prima squadra che solitamente era presente in maniera attiva in queste categorie. Sappiamo che la distanza è un po’ diversa soprattutto per il Ciliverghe, ma abbiamo ritenuto dare un valore alla nostra scelta”.

La parola poi è andata ai presidenti

Quali sono gli aspetti sociali delle vostre rispettive società?

Claudio Milanese (presidente Solbiatese): “Abbiamo una lunga storia, visto che siamo nati nel 1911, in un paese di poco più di 4mila abitanti. La nostra vocazione sociale attiva ci porta ad avvicinare più giovani possibili alla nostra società, garantendo più di mille ore all’anno di sport, con la possibilità ora di ampliare gli impianti e cercando di dare la possibilità di giocare a tutti quelli che vogliono farlo”.

Nicola Bianchini (presidente Ciliverghe): “La nostra è una società più giovane, nata nel 1979 nella frazione di Ciliverghe e che ora svolge la sua attività nel centro sportivo di Mazzano. Anche da noi possiamo contare su tutte le squadre dalla scuola calcio alla juniores, e mi piace sottolineare il sacrificio e l’impegno di tutte le società per mantenere viva l’attività del nostro calcio. Spesso viene vista la punta dell’iceberg, ma senza la base non ci sarebbe niente”.

Quali sono stati i momenti di maggior gloria nella vostra storia?

Claudio Milanese: “Sicuramente gli anni ’60/’70, quando sotto la presidenza Carabelli la Solbia andò molto vicina a vincere il campionato di Serie C. Senza dimenticarci poi gli anni ’90, con l’attuale sindaco Oreste Battiston come presidente, con anni d’oro in Serie D. Ora, da quattro anni, siamo ripartiti anche sfruttando le possibilità di un impianto molto bello. Abbiamo vinto Prima categoria e Promozione al primo tentativo e… non vorremmo fermarci”.

Nicola Bianchini: “Non posso non partire dal successo di due anni fa in Coppa Italia. Quella vittoria è stata importantissima, abbiamo capito che la coppa è una cosa unica. Abbiamo avuto la fortuna di alzarla al cielo e… speriamo di poterlo fare ancora. Ovviamente poi ricordo la vittoria dei playoff di Eccellenza, gli anni in Serie D e la possibilità di giocare al via del Mare in Coppa Italia contro il Lecce nel 2017”.

Come è stata la vostra stagione e come arrivate all’appuntamento di domenica?

Claudio Milanese: “Non mi nascondo dietro un dito, non ci siamo arrivati per caso. La Coppa, anche in estate, è sempre stato un obiettivo dichiarato perché ritengo che sia arrivato il momento di riportare qualcosa di concreto a Solbiate. E la coppa può essere un elemento di traino che ci consentirebbe di andare avanti nel nostro percorso”.

Nicola Bianchini: “Abbiamo incontrato praticamente tutte le migliori squadre del girone A e sarà così anche domenica. Il percorso è stato impegnativo e faticoso, ma mi è sempre piaciuto il cammino in coppa anche perché è un percorso alternativo per provare ad ambire alla Serie D. Arriviamo alla finale con entusiasmo e speranza, con la consapevolezza che in una partita secca può succedere di tutto, ma faremo del nostro meglio”.

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