Il CRL scrive alla LND, i dubbi del calcio lombardo

Giuseppe Baretti presidente del CRL (fonte foto crlombardia.it)

Il primo impegno ufficiale della prossima stagione si avvicina e nel calcio dilettantistico regnano ancora i dubbi. Vuole cercare di mettere chiarezza per evitare spiacevoli sorprese il Comitato Regionale Lombardo. Con un comunicato ufficiale ha messo infatti nero su bianco le indicazioni della Figc che ritiene più impattanti per le varie società. Come ha spiegato il presidente Giuseppe Baretti: «Vogliamo capire che cosa le singole Ats disporrebbero in caso di contagi auspicando che i provvedimenti conseguenti all’eventuale positività di un tesserato non portino al blocco dell’intera squadra. Attendiamo risposte nell’incontro che si terrà a breve».

Il distanziamento

Il caso di un contagio è ovviamente la punta dell’iceberg. Restano altre questioni, come quella del distanziamento interpersonale. Il Crl ritiene poco credibile il rispetto «di almeno un metro negli spogliatoi. Spesso chi ha solo due spogliatoi o partite in serie (settore giovanile) ha anche spazi limitati e pur dividendo titolari e riserve il rischio è che la distanza verrà meno».

I medici di riferimento

Buon senso e impatto economico sono invece protagonisti delle domande sulla figura del medico di riferimento. «E’ pensabile che la Figc sottoscriva accordi con centri di medicina dello sport per avere medici di riferimento per tutte le società reperibili tra il loro personale? Con un costo per società che si convenziona ma che troverebbe sempre un riferimento telefonico H24 a cui chiedere in caso di necessità/emergenza?» Le società temono di non trovare medici disponibili a dare la reperibilità continua, soprattutto nel week end.

Sanificazione e docce

Sanificazione e docce sono altri temi che devono essere chiariti una volta per tutte. Il certificato richiesto riguardo la prima dev’essere aggiornato per ogni gara ospitata da una società? oppure è sufficiente una sanificazione periodica (mensile?). Riguardo alle docce ecco una domanda di buon senso: in periodo invernale e con le strutture a disposizione delle società far fare la doccia un giocatore per volta sarà davvero impossibile. Si possono prevedere soluzioni alternative? l’ipotesi avanzata è quella di mascherine lavabili per ogni atleta.

Questi solo alcune delle questioni su cui il calcio lombardo vuole chiarezza. Tralasciando tutte gli scenari che si aprirebbero qualora la squadra ospite dovesse ritenere la società di casa inadempiente delle procedure. La Figc riuscirà a dissolvere tutti questi dubbi prima del fischio d’inizio della stagione?  

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