Cas, Compagnone non accetta la squalifica: “Non capisco perché accanirsi scrivendo cose non vere”

Non è andata giù a Luigi Compagnone la lunga squalifica che lo costringerà a guardare sei partite del suo Cas Sacconago dalla tribuna. “Sono stato espulso giustamente perché ho protestato in occasione del gol decisivo, in quanto ritengo che Guarda abbia commesso fallo”, esordisce l’allenatore biancoblù. “Ma una volta estratto il cartellino rosso sono uscito immediatamente senza andare verso l’arbitro, come si può vedere chiaramente dalle immagini. Anche a fine gara, appena ho provato ad avvicinarmi il direttore di gara mi ha detto “La partita è finita”, allora ho capito che era inutile parlare e mi sono preoccupato di portare Carraro in ospedale. Non l’ho mai insultato o offeso, gli ho detto solo “Ma come fai a non vedere due falli”. Né ho bestemmiato, quello che ho detto mentre uscivo dal campo è stato “Porca troia” o “Porca puttana”, ma stavo borbottando da solo”.

Prosegue il tecnico: “Mi aspettavo un paio di settimane di squalifica perché ho sbagliato a protestare e l’espulsione è corretta, ma non capisco perché accanirsi mettendo a referto cose non vere. Tra l’altro mi ha espulso direttamente dal cerchio di centrocampo, quindi fatico a capire cosa possa aver sentito delle mie parole mentre ero girato e uscivo dal campo ad almeno venti metri di distanza da lui. Quando poi ci sono giocatori che bestemmiano platealmente in campo e si fa finta di nulla”.

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