Calvairate debordante, ma era davvero necessario?

Alberto Motta nuovo allenatore della Calvairate

L’ultima giornata del girone A di Eccellenza ci ha consegnato un risultato straordinario per proporzioni, forse da record, ma che obbliga a un paio di riflessioni necessarie per il bene del nostro calcio. Parliamo della vittoria 10-0 della Calvairate sul campo dell’Accademia Vittuone, squadra ormai rassegnata a una retrocessione inevitabile dopo lo smantellamento della rosa a dicembre. I biancoverdi, infatti, sono fermi ai 4 punti in classifica conquistati a inizio campionato contro Meda e Vergiatese, hanno una striscia aperta di 14 sconfitte consecutive e hanno per distacco il peggior attacco (7 gol) e la peggior difesa (73 gol).

Il risultato maturato domenica scorsa, in virtù delle reti messe a segno da Personé (3), Sow (3), Roveri, Campanella, Ghebremariam e un autogol, apre una prima riflessione sugli sconfitti: se è legittimo considerare ormai fallita la stagione in corso e iniziare a programmare la successiva, è ammissibile offrire questo spettacolo esponendo i propri giovani calciatori a un’umiliazione? Scendere in campo con una formazione palesemente non all’altezza del livello della competizione non rischia di falsare il campionato? Ci domandiamo a quali polemiche potremmo assistere qualora il Meda o la Vergiatese, uniche squadre ad aver lasciato punti per strada contro i milanesi, dovessero retrocedere per uno-due punti. Ricordiamo, infatti, che in quelle prime giornate la rosa dell’Accademia Vittuone era molto diversa, certamente più competitiva.

La seconda riflessione riguarda i vincitori, ovvero la Calvairate: sapendo che ormai i biancoverdi non rappresentano più un ostacolo credibile, era necessario infierire su un gruppo composto quasi unicamente di giovanissimi calciatori? Era necessario infliggere questa umiliazione a dei ragazzi mandati allo sbaraglio dalla propria società, oppure i rossoblù si sarebbero potuti/dovuti fermare prima? Proviamo a rispondere noi: col 5-0 già maturato all’intervallo, non era necessario tornare in campo col sangue agli occhi realizzando altre tre reti nei primi sette minuti della ripresa.

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