Arriva la riforma del return to play

Return to play dopo il Covid

La tanto agognata riforma del return to play è arrivata. Quest’ultimo era uno scoglio sottolineato dalle stesse società che non ritenevano sostenibile un’attesa di 30 giorni prima degli accertamenti sugli atleti reduci dal covid senza complicazioni

Complicazioni rare per i giovani atleti

Come di legge nella nota ufficiale del crl Lombardo: “Il protocollo è stato aggiornato in base alle più recenti evidenze medico-scientifiche in relazione all’infezione da SARS-CoV-2, che dimostrano come le complicanze cardiache (in particolare, la mio-pericardite) siano rare nei giovani atleti e si risolvano in genere favorevolmente in tempi relativamente brevi, anche in considerazione del fatto che gli atleti sono soggetti sani, essendo stati sottoposti periodicamente a screening per idoneità agonistica ai sensi della legislazione italiana. Il documento, in linea con le più recenti decisioni assunte dal Governo contro la diffusione dei contagi da Covid-19, tiene conto del mutato contesto sanitario nazionale e dell’avanzamento della campagna vaccinale”.

Il nuovo protocollo

Nel testo la parte più importante è quella relativa ad: “Atleti che abbiano presentato un’infezione asintomatica o paucisintomatica o “malattia lieve” e che comunque non siano ricorsi a ricovero ospedaliero”. Per loro in vista una valutazione in relazione all’età, , alla presenza o meno di patologie individuate come fattori di rischio cardiovascolare (ad esempio diabete, ipertensione, ipercolesterolemia) ed allo status vaccinale.

Gli esami

Per tali atleti è necessario, oltre alla visita medica effettuata dallo specialista in Medicina dello Sport, un approfondimento con i seguenti esami diagnostici: Ecg e test da sforzo con monitoraggio elettrocardiografico continuo (per gli atleti under 40).

Le tempistiche

I summenzionati esami andranno eseguiti non prima che siano trascorsi 7 giorni dall’avvenuta guarigione da SARS-CoV-2. Quest’ultima deve essere accertata secondo la normativa vigente per gli atleti sotto i 40 anni che abbiano completato il ciclo vaccinale
primario nei 120 giorni precedenti, ovvero siano guariti da infezione da SARS-CoV-2 nei 120 giorni precedenti. Acquisita l’idoneità o l’attestazione di “Ritorno all’attività”, l’atleta potrà riprendere gradualmente gli allenamenti e/o l’attività, sotto l’attento controllo del Medico sociale e/o del Responsabile sanitario della società sportiva.

chi ha avuto sintomi dovrà attendere ancora

Nel caso di atleti che abbiano presentato malattia severa o moderata, o che comunque siano ricorsi a ricovero ospedaliero e/o terapie antibiotiche, cortisoniche o epariniche a causa di infezione da SARS-CoV-2, resta in vigore il precedente protocollo.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui